Review: Wisconsin Vol 2

 

 

Wisconsin 2.13.63, Volume 2

 

Roots Highway (Italy) April 2009

 

Puntuale – come inequivocabilmente lasciava intuire il Volume One da me recensito nel 2008, nella rubrica degli Shortcuts di questo sito – ecco il sequel di quel disco, che avevo particolarmente apprezzato. Inutile raccontare una volta di più chi sia questo attempato professore, giurista del lavoro, songwriter, aggiungo solo che egli è anche membro del board della Woody Guthrie Foundation di NY e questa cosa ci dice da quale parte della strada egli stia, un uomo che da molti è considerato un agitatore di coscienze solo per essersi sempre battuto a favore della classe operaia, come testimoniano le sue numerose conferenze ed otto dischi sul tema del lavoro, un vero moderno Woody Guthrie.

Questo lavoro, seppure inciso due anni dopo il citato Volume 1, mantiene intatta la formula che lo aveva generato: Bucky Halker propone un pugno di canzoni scritte nel corso di quindici anni, che abbracciano tutti i generi, Americana, roots, honky tonk, folk rock, R&B, country, echi pop beatlesiani ed altro. Ribadisco allora quanto sostanzialmente detto nella precedente occasione: una mini enciclopedia sulla musica americana, una specie di omogenea compilation, tutta da godere, nella quale Bucky, al canto ed alle chitarre (suonate molto vintage), ed un nutrito gruppo di musicisti, in piccola parte rinnovato – tra i tanti segnaliamo Janet Bean delle Freakwater, Bob Egan, già con Wilco e Blue Rodeo, Don Stiernberg (David Grisman), Pickles Piekarksi (John Prine) e Brian Wilke (Hoyle Bros.) – si superano in bravura presentando un bouquet di suoni di alta scuola. Come dicevo siamo al cospetto di un breviario della canzone d’autore, che ha i suoi momenti più convincenti in T-Texas Tyler, stupenda ballata che pare rubata al songbook di Steve Earle o John Prine, I Gotta Brand New, un’irresistibile R&R song alla Costello, dal bellissimo testo sull’impossibilità di fuggire dalle gabbie anguste della vita e nonostante a volte si cerchi di “cambiare aria” per farla sembrare nuova, ci ritroviamo con le zavorre ovunque andiamo. Altro grande brano il jazz blues di Gender Bender Blues, con l’efficace sostegno dei fiati arrangiati da Paul Mertens (Poi Dog Pondering/Brian Wilson).

In ultima analisi direi che l’album è composto da tredici piccole perle (la traccia quattordici è un divertissement dello strumentale traditional Concertina Gallop) dalle quali diventa difficile staccarsi: chi ha apprezzato il Volume 1, vada sul sicuro questo è anche meglio, per gli altri consiglio vivamente di procurarseli entrambi, Wisconsin 2 è un grande disco, in questo caso le US highways 2.13.63 rappresentano le strade che portano agli incroci del cuore.
(Gianni Zuretti)

Translation:  Summary “a great disc”

Volume 2 is a sequel to Volume 1, a CD I reviewed in Roots Highway “Shortcuts” and very much appreciated.   Halker is a true modern Woody Guthrie.   On this volume 2, Halker follows his formula for volume 1, a kind of mini-encyclopedia of American music with a sound that is very enjoyable.   He has utilized the skills of a large pool of musicians, of which Janet Bean, Don Stiernberg, Brian Wilke, and Bob Egan stand out.   Combined they create a boquet of superb sounds.   Stand out songs include T-Texas Tyler, I Gotta A Brand New, Squirrel in A Cage, and Gender Bender Blues.   In the final analysis this is an album of thirteen small gems.  Anyone who appreciated Volume 1 will appreciate this CD as well.  Wisconsin 2 is a great disc and highways 2,13,63 are the crossroads to the heart.

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